LA RELAZIONE CON I FIGLI, TRA IMMAGINARIO E REALTÀ


Il senso di inadeguatezza è un vissuto radicato nell’essere genitori. Accade infatti spesso di confrontarsi con la sensazione di non aver messo in campo il massimo delle proprie possibilità.


Se da un lato questo ci spinge a migliorarci con beneficio delle creature che stiamo aiutando a crescere e della relazione con loro, dall’altro esiste il rischio che si inneschino vissuti che possono condurre a circoli viziosi o blocchi. Spesso, infatti, nel nostro essere genitori, mettiamo in atto in modo inconsapevole il bisogno di riparare alcune ferite più o meno consapevoli del nostro essere figli.


Questo a volte ci conduce a pretendere da noi stessi il raggiungimento di un ideale che, proprio in quanto tale, non è raggiungibile (e non sarebbe nemmeno sano che lo fosse) e ci porta ad incagliarci in situazioni e bisogni che non hanno origine nel qui ed ora (nonostante la loro potente influenza nel momento presente), ma in vissuti sedimentati e non ancora elaborati.


In questi momenti ci può venire in aiuto il concetto di “madre sufficientemente buona” di Winnicott.

Winnicott, infatti, sosteneva che un sano sviluppo del bambino dipendesse da cure materne in grado di passare gradualmente da un’iniziale “assoluta dipendenza”, ad una “dipendenza relativa”, per arrivare all’indipendenza, raggiungibile attraverso l’introduzione del principio di realtà. Ricordiamo infatti, che anche i “piccoli fallimenti” della figura genitoriale e le piccole frustrazioni aiutano i figli a crescere e a confrontarsi con un modello reale che davanti ad un fallimento si impegna a riparare e ad evolvere. In fondo, nell’incontro con la vita i nostri figli non hanno bisogno anche di questo?


Questo concetto ci può dunque aiutare a pulire il campo da un vissuto che non ci permette di essere liberi di concentrare le nostre energie nel difficile ma indispensabile percorso di consapevolezza di ciò che appartiene a noi e alla nostra storia e ciò che appartiene ai nostri figli e al qui ed ora nella relazione, donando così loro la massima libertà possibile dai nostri fantasmi non elaborati. In questo modo permettiamo la trasformazione dei circoli viziosi in circoli virtuosi, con impagabile beneficio della relazione con i nostri figli e del loro sviluppo nell’incontro con la realtà.

Dott.ssa Federica Bonettini

Psicologa e Psicoterapeuta

Elfedea

Èquipe Clinica Multiprofessionale