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ADESCAMENTO ON LINE: "GROOMING 2.0"

Nell’epoca 2.0 in cui il digitale si espande sempre più attraverso la rete Internet, nuove possibilità proliferano ed evolvono configurando scenari relazionali e comunicativi innovativi. Come accade per la maggior parte dei fenomeni umani, essi portano con sé oltre che novità e potenzialità, anche alcune problematiche. Uno di questi rischi 2.0 è il così detto GROOMING o adescamento on line. E’ un fenomeno che consiste nel tentativo, da parte di una persona malintenzionata o di un pedofilo, di avvicinare un bambino o un adolescente per scopi sessuali, conquistandone la fiducia attraverso l’utilizzo della rete Internet, in particolare tramite chat, blog, forum e social network. Il termine grooming deriva dall’inglese to groom, che indica il gesto degli animali quando si accarezzano il pelo e nelle scimmie è un “rito” sociale che ha il significato di conferma di affetto e di tributo. L’adescamento di minorenni, è un reato penale e negli ultimi anni i dati statistici indicano che il fenomeno è in rapido aumento: si stima che tra il 20- 30% di adolescenti tra i 9 e i 16 anni abbia ricevuto richieste di contatto o tentativi di adescamento.

Ma come riconoscere un potenziale adescatore?

- Il groomer contatta ragazzi/e con determinate caratteristiche di età e di sesso con una banale conversazione su argomenti generici; - non dà indicazioni sulla sua età ma, al contrario, riferisce di essere di pochi anni più grande o addirittura un coetaneo; - é un abile manipolatore da un punto di vista psicologico e attraverso la cura (grooming) riesce a vincere le resistenze emotive fino a stabilire una relazione intima e sessualizzata con il ragazzo/a; - una volta conquistata la fiducia il groomer richiede informazioni sulla vita privata (indirizzo dell’abitazione, numero di telefono, la scuola che frequenta ). - iniziano poi le richieste di confidenze sessuali spesso precedute da dichiarazioni sentimentali per arrivare infine all’incontro con promesse di doni che tendono a compiacere il minore.

Molto spesso non vi è da parte dei ragazzi una reale consapevolezza dei rischi che corrono (da un possibile abuso sessuale, alla diffusione di materiale pedopornografico in rete). La prima cosa da fare, se ciò dovesse accadere, è confidarsi con qualcuno di fiducia (un compagno, genitori, un professore, sportello scolastico) che sia in grado di aiutare il ragazzo/a a comprendere i rischi reali di quella situazione e decidere di conseguenza come comportarsi. É molto importante che anche i giovani in qualità di utenti della rete siano informati su questi rischi, tenendo presente che non sempre la “realtà virtuale” corrisponde a quella reale!

Elfedea

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