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BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES)... COSA SONO?

"Ogni bambino, ogni alunno, ogni cittadino deve poter immaginare, sognare e progettare il proprio percorso di vita grazie al rapporto fiduciario che instaura con se stesso e col mondo intero. La capacità di leggere, di scrivere, di far di conto, di utilizzare un linguaggio ed un vocabolario appropriati sono strumenti sempre più necessari non solo per rendere efficace ed efficiente la rete delle comunicazioni personali ed interpersonali, ma anche per rinforzare ogni giorno l’immagine di sé stessi"(F.Giardina, 2016). Come dice A.Bandura, infatti, “La fiducia in se stessi non assicura il successo, ma la mancanza di fiducia origina sicuramente il fallimento”.

Da qualche anno sentiamo spesso parlare di Bisogni Educativi Speciali, ma cosa sono? Facciamo un pò di chiarezza.

I BES sono particolari esigenze educative che possono manifestare gli alunni, anche solo per determinati periodi, «per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta» (Direttiva Ministeriale del 27.12.2012)

Sono tutelati dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 e le successive circolari ministeriali. La Direttiva estende a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento e sottolinea l’urgenza di applicare la normativa già destinata agli alunni con DSA anche a tutti quegli alunni che manifestano bisogni educativi speciali.

Sono compresi: 1) gli alunni che richiedono il diritto dell’attivazione della L.104/92 (Disabilità) o della L.170/2010 (DSA), per i quali è necessaria la certificazione; 2) gli alunni che presentano altri disturbi clinici che non danno diritto all’attivazione né della L.104/92 né alla L.170/2010, ma che sono ricompresi tra le classificazioni diagnostiche dei manuali nosografici di riferimento ICD-10 e DSM-5 (esempio, gli alunni con Disturbo della Coordinazione Motoria, Disturbo Specifico di Linguaggio, Spettro autistico ad alto funzionamento, etc.) e per i quali è auspicabile presentare una diagnosi con profilo funzionale; 3) gli alunni che non necessitano di alcuna certificazione né diagnosi che rientrano nell’area dello svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale individuati dalla scuola come indicato nella C.M. n. 8 del 06/03/2013.

In ambito clinico esistono anche altri disturbi o situazioni non menzionati specificamente dalla Direttiva, quali ad esempio i disturbi dell’apprendimento non specifici, i disturbi dell’umore, i disturbi d’ansia, gli alunni plusdotati intellettivamente (i cosiddetti “gifted”), che possono essere ricompresi tra i BES.

Per aiutare davvero i nostri bambini e ragazzi teniamo sempre caro questo pensiero di J. Bowlby: “. . . non solo i bambini ma anche gli esseri umani di tutte le età sono oltremodo felici e in grado di estrinsecare le loro capacità con il maggior vantaggio possibile quando sono sicuri che dietro di loro ci sono una o più persone che li possono aiutare in caso di difficoltà. La persona fidata fornisce una base sicura su cui appoggiarsi per potere agire”.

Per saperne di più:

http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/8d31611f-9d06-47d0-bcb7-3580ea282df1/dir271212.pdf

http://www.psy.it/wp-content/uploads/2016/03/cnop_DSA-BES_web.pdf

Elfedea

Èquipe Clinica Multiprofessionale