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#gravidanza e # adolescenza; # genitori #adolescenti.

L'assunzione del ruolo genitoriale non sempre coincide con il periodo della gravidanza, né necessariamente con la nascita del bambino. La genitorialità, infatti, affonda le proprie radici in passate esperienze. La nuova condizione può dunque, attraverso un processo di elaborazione, riorganizzare in modo più adattivo gli antichi vissuti, ma può anche determinare un crollo psicologico proprio per il riattivarsi di sottostanti conflitti non elaborati. D'altronde, l'attesa della nascita di un figlio determina numerosi cambiamenti psicologici in ognuno dei due genitori. In particolare, uno dei compiti principali che i futuri genitori si trovano ad affrontare consiste nel rinunciare ai bisogni di figli per assumere le responsabilità genitoriali. Una sorta di lutto, dunque, segnata da qualche rito di passaggio da madre a figlia o da padre a figlio. Se questo però dovesse coincidere con una gravidanza durante l'età adolescenziale, attesa o inattesa che essa sia? Questo da molti è visto come un fattore di rischio. Ma entriamo nel dettaglio. Il problema della gravidanza e della genitorialita in età adolescenziale ha stimolato una molteplicità di studi e di ricerche che non sempre hanno condotto a risultati concordi a proposito dei possibili fattori di rischio per le madri, purtroppo i padri non sono stati testati, e per i bambini. In Italia: il fenomeno si presenta più limitato dal punto di vista epidemiologico; non necessariamente riguarda ragazzi di classe sociale a basso reddito o con connotati socialmente a rischio; spesso le ragazze, quando si accorgono della gravidanza, vengono accolte dalla famiglia d'origine che fornisce loro aiuto e sostegno e frequentemente si sposano. Ciò non toglie che vengano segnalate situazioni critiche concernenti lo stato psicologico delle giovani madri, come anche lo sviluppo psicoaffettivo dei bambini. In sintesi: l'esperienza della gravidanza comporta una complessa revisione dei sistemi rappresentativi riguardanti le relazione precedentemente instaurate coi propri genitori. Se tale esperienza viene a collocarsi in adolescenza, periodo di intense trasformazioni sia a livello fisico che mentale, allora può diventare più difficile per i giovani futuri genitori affrontare i nuovi compiti, congiuntamente alle proprie problematiche adolescenziali. La gravidanza va in effetti ad interferire in modo cospicuo con il processo di costruzione di una propria identità, ancora invischiata nel conflitto di figlio/a, ma allo stesso tempo ora chiamata ad assumere ruoli adulti, e soprattutto quando non ha ancora completato il suo processo di separazione e individuazione dalle figure genitoriali.

FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA IN ADOLESCENZA: - povertà; -bassa autostima e depressione della giovane madre; -mancata differenziazione dalla proprie figure genitoriali; - quando adolescenti e genitori vivono negli stesso contesto abitativo; - assenza di sostegno familiare e sociale;

I FATTORI PROTETTIVI individuati riguardano l'intelligenza e un temperamento tranquillo e adattabile a carico dei futuri nascituri. Si è evidenziato che la capacità di tollerare del bambino compensa la giovane età dei genitori e quindi una loro fisiologica ridotta capacità di empatizzare.

Questi ultimi punti introducono il tema della qualità della relazione tra i genitori adolescenti e i loro bambini. E su ciò vorrei appunto porre la mia attenzione e sottolineare che il fulcro di ogni esito felice consiste proprio nella natura della relazione, perché il principio biologico per attivarsi ha sempre bisogno dell'ingrediente umano chiamato relazione, attaccamento, contatto empatico. Dopo tanti anni che lavoro coi genitori, anche durante e poco dopo la gravidanza, mi rendo conto di aver puntualizzato proprio questo: la competenza e il sapere non possono sostituirsi all'empatia e alla dedizione. Purtroppo però in questa società a volte sembra che i genitori debbano essere dei super genitori, rischiando così di rimanere schiacciati sotto l'ansia da performance e l'insicurezza. Ecco che chiedere aiuto in questi momenti può rivelarsi vitale e preventivo rispetto a situazioni "patologiche" future.

Vi lascio con una frase che esemplifica e chiarisce il mio pensiero e sostiene il mio stesso obiettivo di madre.

Non hai avuto modo di scegliere i genitori che ti sei trovato, ma hai modo di poter scegliere quale genitore potrai essere. (Marian Wright Edelman)

Auguro a tutte le giovani madri la migliore delle gravidanze, ricordando loro che ogni circostanza che ci accade nella vita non è un errore, ma rappresenta una possibilità di cambiamento evolutivo. Un amico mi ha insegnato che crisi in giapponese non significa solo minaccia, ma anche opportunità: sta sempre a


noi cogliere il meglio di ciò che ci viene posto innanzi. Un abbraccio virtuale, Non siete sole.

Elfedea

Èquipe Clinica Multiprofessionale