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I DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO

Sospetto che mio figlio o il mio alunno abbia una difficoltà o un disturbo dell'apprendimento. Quali segnali posso osservare?

Buongiorno, sono la Dott.ssa Federica Bonettini, Psicologa e Psicoterapeuta referente per i disturbi dell'apprendimento, del comportamento e la psicologia scolastica all'interno dell'équipe Elfedea.

Oggi cercheremo di capire insieme come riconoscere i campanelli d'allarme per eventuali difficoltà o disturbi dell’apprendimento, per una valutazione ed intervento il più possibile precoci.

Prima però di iniziare, credo sia necessario soffermarci sul vissuto emotivo che può accompagnare questi i bambini e ragazzi. Dobbiamo infatti ricordarci che stiamo parlando di persone con difficoltà in ambito scolastico che ogni giorno, per molte ore, sperimentano fatica, insuccessi, frustrazione e sono sottoposti al confronto con i compagni. È frequente che tendano a sviluppare un concetto di sé negativo, ad avere poca autostima (soprattutto scolastica), a provare ansia, a sentirsi meno responsabili del proprio apprendimento, a sperimentare una scarsa autoefficacia nell’affrontare i compiti, abbandonandoli alle prime difficoltà o evitandoli.


Riflettiamo dunque insieme sull’importanza dell’ambiente nel favorire una prognosi positiva: la famiglia, i docenti e i compagni di classe hanno un grande peso nel determinare evoluzioni positive o negative del vissuto psicologico e della motivazione all’apprendimento di questi ragazzi. Appare chiara l’importanza del contesto (famiglia, scuola, servizi) per l’identificazione e l’attivazione di un percorso di intervento precoce e contemporaneamente per la responsabilità nel favorire il benessere del bambino e del ragazzo e una sana costruzione dell’immagine di sè.

Dietro ad una difficoltà di apprendimento possono esserci diverse motivazioni: disabilità, disturbi evolutivi specifici, svantaggio socio-economico, linguistico o culturale, buon potenziale di apprendimento ma difficoltà in ambito emotivo, motivazionale, nell'autostima o nelle abilità metacognitive, disturbi specifici dell’apprendimento. Oggi ci riferiremo a questi ultimi. Per una breve descrizione delle caratteristiche dei diversi Disturbi Specifici (e aspecifici) dell'Apprendimento (DSA) vi rimando alle immagini allegate o, per informazioni più approfondite, ai siti: https://www.airipa.it/ https://www.aiditalia.org/

In questa sede ci soffermeremo sul riconoscimento precoce di possibili disturbi specifici dell'apprendimento: per aiutarvi vi illustrerò una sintesi di alcuni indicatori che possono essere evidenti già dalla scuola dell’infanzia e inizio della scuola primaria e poi alcuni possibili campanelli d’allarme in epoche successive. Per una trattazione più estesa vi rimando ai siti sopra indicati.

In età prescolare: -difficoltà nelle competenze comunicativo-linguistiche (sviluppo tardivo del linguaggio per esordio e decorso, difficoltà nella manipolazione dei suoni come la divisione e fusione di sillabe e le rime), motorio-prassiche (ritagliare, colorare nei bordi, infilare perline), uditive e visuospaziali; -difficoltà nell’ enumerarazione fino a dieci, nel conteggio fino a cinque, nella cardinalità e nella comparazione di piccole quantità.

Al termine del primo anno di scuola primaria: -difficoltà nell’associazione grafema-fonema e/o fonema-grafema; -mancato raggiungimento del controllo sillabico in lettura e scrittura; -eccessiva lentezza nella lettura e scrittura; -incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile; -difficoltà a riconoscere piccole quantità; -difficoltà a leggere e scrivere i numeri entro il dieci; -difficoltà nel calcolo orale entro la decina anche con supporto concreto.

In epoche successive: -inattese e importanti difficoltà nella letto-scrittura e/o nei numeri e nel calcolo nonostante la presenza di vivacità intellettiva e impegno; -difficoltà nella consapevolezza fonologica (difficoltà nel riconoscere quanti, quali e in che ordine sono i suoni di una parola); -inversione di lettere e numeri (es 21/12); -sostituzione di lettere (f/v, m/n, a/e, b/d); -difficoltà a memorizzare le tabelline o altre sequenze come i giorni della settimana o i mesi dell'anno; -difficoltà motorie, di coordinazione e di motricità fine (allacciarsi le scarpe), nelle abilità di organizzazione e di sequenza, nei rapporti spazio-temporali (mesi e giorni, stagioni, ieri/domani, destra/sinistra, orologio...); -difficoltà ad esprimersi verbalmente; -lentezza nell’automatizzazione di diverse abilità; -disorganizzazione nelle proprie attività; -difficoltà a copiare dalla lavagna; -migliori prestazioni all'orale rispetto allo scritto; -forte dispendio di tempo per svolgere i compiti; -demotivazione e atteggiamenti rinunciatari, convinzione di essere poco capace, identificazione con le proprie difficoltà, disagi con compagni ed insegnanti.

In questa sede ho fatto solo una carrellata delle principali caratteristiche proprio per aiutarvi ad avere un’idea generale e un orientamento per un’identificazione ed attivazione il più precoci possibili e ridurre così al minimo la possibilità che si sviluppi un disagio e favorire al meglio il benessere dei bambini e dei ragazzi. Vorrei sottolineare infatti la responsabilità che abbiamo noi adulti che siamo accanto a questi bambini e ragazzi con diversi ruoli. Si tratta della responsabilità di aiutarli ad avere la vita più serena possibile, a credere nelle loro possibilità e nel futuro.

Elfedea

Èquipe Clinica Multiprofessionale